Boulangerie Saint François

La fotografia non solo è il mio lavoro, è anche il mio personale modo di vedere il mondo. Come diceva Robert Doisneau: “il più bello, il più semplice di tutti i riflessi è quello spontaneo di trattenere un istante di felicità che sta per scomparire”.

Ho sempre avuto la passione per la fotografia ma fosti tu, caro amore mio, a spronarmi, a lasciare un lavoro sicuro da commessa per iniziare questa avventura. “Siamo io e te, non abbiamo né figli né particolari esigenze, ti aiuterò, sempre, insegui il tuo sogno se questo ti fa stare bene”. Iniziai un corso accademico, mi diplomai un anno dopo.

Ero felice, facevo un lavoro che mi piaceva tanto. Tu mi seguivi ovunque potevi accompagnarmi, avevamo parlato anche di lasciare tutto per andare in giro per il mondo a fare fotografie, come la tua professoressa delle medie della quale mi hai parlato molte volte.

Iniziai ad avere i miei primi clienti, diventati amici, persone che non mi hanno mai abbandonato, neanche nei momenti più duri della tua malattia. Anime buone che mi hanno fatto lavorare fino a quando ho potuto, nonostante la situazione fosse grave e la mia concentrazione scarsa.

Per me la fotografia, dopo te e la mia famiglia, era il mio mondo. Con la tua scomparsa tutto si è congelato. Nel mio smartphone sono conservate le foto del prima, immagini di persone, immagini nostre, di momenti di vita spensierata. Ho immagini del durante, quelle che riguardo sempre con enorme dolore, foto in cui tu, distrutto dalla bestia, hai sempre e comunque la forza di sorridermi. Ho tentato di riprendere in mano la mia macchina fotografica, non ci sono mai riuscita, ho tentato di riprendere dei contatti lavorativi ma il labirinto che il cancro ha creato nella mia testa mi impedisce di vedere anche le immagini più banali.

I miei cari amici, che ho sempre vicino, mi hanno portato un week end a Nizza. La Francia, il paese che ha visto nascere alcuni dei più grandi fotografi della storia. Camminando per le vie della città vecchia ho notato una scena interessante e mi sono fermata ad osservarla. Un’insegna sopra ad una tenda storta, una signora intenta a fumare una sigaretta (il fumo fa male), un gatto furtivo dietro ad una finestra e la mia immagine riflessa nella vetrina. Il cuore mi ha sussurrato: “scatta, fai una foto con il tuo stile, con il tuo bianco e nero”, così ho fatto. Ti ho sentito di nuovo al mio fianco, come eri solito fare, ti mettevi accanto a me, dandomi sempre qualche prezioso consiglio sull’inquadratura o sulla luce.

Silvano amore mio, mi manchi, ti amo tanto.

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Una risposta a “Boulangerie Saint François”

  1. Viaggia ila viaggia e immortalare di foto il mondo, te sei nata per questo. Ricominciare a fare ciò renderà felice te e” egoisticamente ” farai felice tutte le persone che ti amano. É bellissima la tua foto e l immagine tua che riflette é perfetta. Sei parte di quella immagine. Ti voglio bene

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